Locanda Abbazia Recensita da Tripadvisor [Consigliato] il 18 luglio. Locanda Abbazia Locanda Abbazia è consigliato da Tripadvisor,da quasi 2 mesi. Voto: 5
villa Emma

villa Emma

Villa Emma venne costruita tra il 1890 e il 1898 su commissione di Carlo Sacerdoti per la moglie Emma Coën

Il progetto fu realizzato dall’architetto modenese Vincenzo Maestri che costruì una bellissima villa di campagna ispirandosi al linguaggio proprio del classicismo.

Il prospetto della villa rivolto ad est è composto da tre corpi di fabbrica affiancati di cui due laterali e uno centrale diviso in due ordini da una cornice orizzontale interrotta da loggiati e terrazzi; in origine questo lato della villa si affacciava su un laghetto ed un bellissimo giardino.

Nel prospetto nord è presente una loggia a tre archi con pilastri ottagonali che culminano in capitelli decorati che reggono un balconcino, il lato sud presenta un portico ed una grande terrazza e sul lato ovest si apre un cortile interno racchiuso da una cancellata.

Le finestre sono sormontate da un arco a sesto acuto: quelle del piano terra hanno un archivolto sormontato da un fregio non decorato e concluso con una cornice lineare, quelle del secondo piano hanno una cornice con volute e fregio ornato con cerchi concentrici con rose.

L’interno della villa fu spogliato degli arredi nel corso della Seconda Guerra Mondiale; nell’edificio si possono ancora ammirare lo scalone principale con una bella balaustra in ghisa in origine trattata a finto oro e i soffitti a volta affrescati con scene di fiori, frutti, animali e figure allegoriche.

Villa Emma è stata restaurata negli anni ’90 dopo lunghi anni di decadenza e abbandono; viene oggi utilizzata per meeting e incontri di lavoro, matrimoni, feste e cerimonie; nel sottotetto sono conservate le botti di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena della Famiglia Giacobazzi.

La villa è stata resa celebre da una vicenda legata alla Seconda Guerra Mondiale: tra il 1942 e il 1943 ospitò 73 ragazzi ebrei profughi che grazie all’aiuto dei cittadini di Nonantola, tra cui il medico condotto Giuseppe Moreali e il giovane parroco Don Arrigo Beccari, furono prima nascosti poi fatti fuggire in Svizzera dove trovarono la salvezza.

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