cozza TarantinaUn momento storico per questo frutto di mare che presto sarà  un presidio slow food.

24 miticoltori (per il momento) hanno aderito alle regole del protocollo di tutela.

La cerimonia avverrà a fine mese, nella città di Bari mentre alla presenza del presidente regionale di slow food Marcello Longo è stato firmato il disciplinare.

Il presidente dei miticoltori Luciano Carriero è entusiasta e dice “E’ un momento storico per la mitilicoltura tarantina. Una data che segna l’avvio di un cambiamento, che avrà delle ricadute positive importanti, sul piano ambientale, economico e sociale”

Entrando nel protocollo del presidio ci si trova in un sistema di tutela del prodotto, della categoria e della filiera.

Osservando le regole del disciplinare i miticoltori possono utilizzare di conseguenza il marchio del presidio che garantisce qualità e salubrità.

E’ una risposta territoriale – si spiega- ai danni causati al settore dai problemi ambientali. Oggi gli allevamenti di cozze certificate sono impiantati in Mar Grande o nel secondo seno del Mar Piccolo; nel primo seno del Mar Piccolo, invece – il più vicino all’area industriale – c’è il divieto di coltivazione.

Ora che i primi passi sono fatti per avere l’inserimento nei presidi slow food bisogna aspettare alcuni passaggi. Dopo la consegna dei documenti che riguardano l’impresa, c’e’ un periodo di osservazione del ciclo di allevamento, attraverso il controllo di 2 visite ispettive con relativa analisi del prodotto allevato che attesti i requisiti previsti nel disciplinare.

Luciano Carriero dice   ” Nel caso di esito positivo in relazione alle condizioni previste dallo stesso, Slow food autorizza il marchio “Presidio Slow food della cozza nera tarantina” attribuendo all’operatore il logo previsto con l’adozione della dicitura sull’etichetta della confezione del prodotto e la frase identificativa del progetto”.

Il prestigioso marchio potrà essere conferito ai molluschi allevati nel territorio di Taranto, in acque idonee e con caratteristiche tali da evidenziare la freschezza del prodotto.

Ma la qualità si ottiene ancor di più se il nostro pensiero è sempre più rivolto ad un mondo plastic free, e la stessa azienda la “ Carriero Mare” ora è tra le prime realtà ad utilizzare una rete biodegradabile, in fibre di canapa, per il confezionamento dei mitili. In 60 giorni questo imballaggio si decompone smaltendolo nell’umido.

Sarà la gastronomia il nuovo rilancio della nostra Italia?

 

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